lunedì 2 gennaio 2017

Ancora in tempo per presentare il "Piano Casa"? Si...ma fino al 31 MAGGIO 2017

Prorogata al 31 Maggio 2017 la scadenza di applicazione del "Piano Casa" nella Regione Lazio. Ci sono ancora 5 mesi di tempo quindi per presentare ai Comuni le domande di ampliamento degli immobili esistenti, di demolizione e ricostruzione e di cambio di destinazione d’uso.
La legge offre possibilità di ampliamento anche alle abitazioni esistenti in zone agricole e, con alcune prescrizioni, a quelle ricadenti nelle aree naturali protette; non pone più il limite dei 1.000 mq del fabbricato esistente su cui applicare l'ampliamento del 20%, che comunque rimane fissato ad un massimo di 70 mq.
Particolare attenzione è rivolta agli aspetti paesaggistici ed ambientali. A tale scopo sono vietate le trasformazioni all'interno degli insediamenti urbani storici (come individuati dal "Piano Paesistico Regionale"), nelle aree a rischio idrogeologico e nei complessi rurali realizzati prima del 1930, oltre che nelle aree particolarmente delicate dal punto di vista idrogeologico ed in quelle di demanio marittimo.
Sono previsti, inoltre, una serie di possibili interventi, di iniziativa pubblica e/o privata,  volti al cambio di destinazione d'uso degli edifici non residenziali dismessi o non completati, con la finalità di recuperare tali volumetrie ai fini residenziali, riservando un quota del 30%-35% da destinare a locazione a canone concordato (housing sociale).

venerdì 9 dicembre 2016

Procedimenti edilizi: arriva la SCIA 2

L’11 dicembre 2016 entrerà in vigore il decreto “Scia 2” (D.lgs. 222/2016): l’obiettivo è quello di semplificare ancor di più i procedimenti da seguire per la realizzazione degli interventi edilizi. Tale decreto interviene anche sul Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001) andando ad eliminare la Denuncia di Inizio Attività (DIA), sostituita dalla Scia, e la Comunicazione di Inizio Lavori (CIL).
I procedimenti che restano validi sono quindi:
  • attività di edilizia libera → per interventi di manutenzione ordinaria;
  • CILA → per interventi di manutenzione straordinaria;
  • SCIA → per interventi di manutenzione straordinaria con modifiche delle parti strutturali che non comportino modifiche volumetriche e di destinazione d’uso;
  • SCIA 2 → per interventi di manutenzione straordinaria con modifiche delle parti strutturali e con modifiche volumetriche e di destinazione d’uso;
  • permesso di costruire → per interventi di nuova edificazione e di cambio di destinazione d’uso.

martedì 15 novembre 2016

Bonus "SISMA"

Certificazione senza lavori

Con  la nuova disposizione prevista dalla Legge di Bilancio 2017, viene incentivata la consulenza di un tecnico professionista per conoscere le condizioni dell’edificio e capire come questo potrebbe reagire in caso di terremoto anche senza effettuare dei lavori.
La certificazione sismica rilasciata, che ha lo scopo di incentivare gli interventi per la riduzione del rischio sismico, sarà soggetta alla detrazione Irpef del 65%.
Il bonus sarà valido per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2017, con un tetto massimo di 20.000 €.
CHI POTRÀ USUFRUIRE DI QUESTO BONUS? Gli incentivi proposti saranno validi per le certificazioni sismiche e statiche eseguite su:
  • prime e seconde case;
  • immobili destinati ad attività produttive;
  • edifici situati nelle zone sismiche 1 (zona ad alto rischio sismico), 2 (zona a rischio sismico medio-alto) e 3(zona a rischio sismico medio-basso).

     

Sismabonus per i lavori


Dal 1 gennaio 2017 sarà possibile detrarre dalle imposte Irpef una somma pari al 65% dei costi sostenuti per gli interventi di adeguamento antisismico degli immobili
, fino ad un importo massimo di 96.000 € e con un rimborso in 5 anni anziché 10. La detrazione, così come per le ristrutturazioni, va ripartita in 10 diverse rate annuali. Inoltre, c’è da considerare che il bonus in questione si può richiedere soltanto per la prima casa e non per le altre abitazioni e viene riconosciuta esclusivamente a chi abita in aree ad alto rischio sismico(classificate dalla legge come zona 1 e 2).

Si parte da una detrazione fiscale del 50% e, a seconda dei risultati raggiunti con l’intervento, l’incentivo può arrivare fino ad un massimo dell’80-85%. In particolare, se i lavori determinano un miglioramento di una o due classi di rischio:
  • per le CASE, il bonus riconosciuto sarà al 70% o all’80%;
  • per i CONDOMINI, il bonus riconosciuto sarà al 75% o all’85% con un tetto massimo di spesa pari a 96.000 € moltiplicati per il numero delle unità immobiliari del condominio.
In queste spese di adeguamento antisismico rientrano anche le spese per la classificazione e la verifica sismica.